L'ecocardiogramma e le altre tecniche ecografiche per lo studio del cuore
Prevenzione

L'ecocardiogramma e le altre tecniche ecografiche per lo studio del cuore

Per valutare la salute e il benessere del cuore e scoprire precocemente patologie che negli anni si potrebbero manifestare con sintomi evidenti, l’esame considerato più attendibile ed efficace, è l’ecocardiogramma, una ecografia del cuore che sfrutta gli ultrasuoni per studiare funzionalità e strutture del muscolo cardiaco. Si tratta di un esame non invasivo, di facile esecuzione, veloce e assolutamente indolore, tanto che si può ripetere più volte anche in donne in gravidanza, bambini e neonati. In genere ha una durata media di 20-30 minuti.
 
Il paziente viene posizionato su un fianco e invitato a trattenere il respiro per circa 10 secondi per ottenere immagini chiare. L’operatore applica un gel sul torace del paziente per facilitare la emissione dei suoni e poi muove manualmente una sonda all’altezza del cuore che orienta a seconda delle strutture e dei vasi da esaminare. La sonda è collegata al monitor dell’ecografo dove l’operatore visualizza le immagini e le salva in formato digitale.
 
L’ecocardiogramma è tra le procedure più utilizzate per la diagnosi di disturbi cardiaci. La metodica diagnostica in particolare studia la morfologia del cuore e la sua forza di pompa per la circolazione del sangue. Grazie all’ecocardiogramma è possibile rintracciare malformazioni congenite, difetti valvolari e anche l’eventuale dissezione dell’aorta. Non esiste alcun intervento terapeutico che possa prescindere da una valutazione ecocardiografica del paziente. 
 
L’ecocardiogramma è definito esame di primo livello e a - seconda degli esiti - si procede con esami di secondo livello come l’eco-doppler e l’eco - color – doppler. Entrambe le metodiche mettono in evidenza la direzione e la velocità del flusso ematico e, pertanto, possono segnalare un restringimento o un’ostruzione vasale degli arti superiori e inferiori. Nell’eco color doppler le immagini sono a colori.
 
Nei casi in cui c’è il sospetto di patologie specifiche, come un’endocardite o una insufficienza delle valvole mitralica e aortica si procede con l’ecocardiogramma transesofageo, che presuppone un approccio invasivo con l'introduzione di una specifica sonda all'interno dell'esofago per uno studio più dettagliato delle valvole e camere cardiache. Dato che si tratta di una procedura potenzialmente fastidiosa, il soggetto viene sedato e la gola viene anestetizzata con uno spray anestetico. Esiste anche l'ecocardiogramma da stress (fisico e farmacologico) che mediante uno sforzo naturale del paziente o attraverso l'aiuto di farmaci specifici permette di valutare il lavoro del cuore a frequenze più elevate.

 
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