L’efficacia della TAVI nel trattamento della stenosi valvolare aortica
Interventi chirurgici

L’efficacia della TAVI nel trattamento della stenosi valvolare aortica


Studi clinici randomizzati – ossia ricerche scientifiche sperimentali che permettono di valutare l'efficacia di uno specifico trattamento in una determinata popolazione – hanno dimostrato di recente gli ottimi risultati ottenuti nell’ambito delle terapie sulla valvola aortica stenotica grazie all’impiego della TAVI (transcatheter aortic valve implantation), tecnica della Cardiologia interventistica che permette l'impianto della valvola aortica con approccio percutaneo in alternativa alla sostituzione con intervento cardiochirurgico.
 
Si assiste ad una rapida espansione della TAVI e ad una sua diffusa applicazione non solo nei pazienti ad alto rischio operatorio ma anche in quelli con rischio intermedio.
Ne abbiamo parlato con il dottor Alfredo Marchese, uno dei direttori scientifici di Aortic Mics, meeting internazionale promosso da GVM Care & Research dedicato ai nuovi trattamenti sulla valvola aortica e in programma a Bari i prossimi 10 e 11 maggio.
 
Dottor Marchese quanto è diffusa oggi la stenosi valvolare aortica?
“La stenosi valvolare aortica è la principale malattia valvolare che si riscontra nei paesi industrializzati. La diffusione della malattia è passata dal 3,4% al 12,4% nella popolazione adulta con una media di età superiore ai 75 anni”.
 
A quali pazienti è destinato il trattamento con la TAVI?
“Secondo le attuali Linee guida il numero di pazienti candidabili a TAVI sarebbe 180mila pazienti l’anno in Europa e in Nord America che presentano un alto e intermedio rischio operatorio e in base a studi recentissimi si stima che il trattamento potrebbe essere esteso anche ad un numero quasi raddoppiato di casi, circa 270mila pazienti ogni anno che presentano un rischio basso”.
 
La TAVI risulta la tecnica attualmente più efficace per trattare questa patologia. Perchè?
 
“I fattori che hanno spinto verso l’espansione della TAVI sono in primo luogo gli aspetti tecnici: nei pazienti anziani lo sviluppo della tecnica è collegato all’attenuazione del rischio di rigurgito paravalvolare aortico e alla minore invasività dei nuovi impianti transcatetere così come all’impiego di tecniche innovative e al più frequente ricorso all’accesso femorale. In secondo luogo l’espansione della TAVI è andata oltre, dimostrando la sua efficacia anche in pazienti che presentano ulteriori indicazioni come la valvola aortica bicuspide, precedenti protesi deteriorate e rigurgito valvolare aortico”.
 
Quali sono dunque le prospettive future?
“L’impiego della TAVI è destinato a crescere in tutto il mondo, con una espansione che tuttavia tiene conto delle differenze geografiche e socio economiche. Una recente ricerca in 11 Paesi europei nel 2011 ha dimostrato importanti differenze nel ricorso alle procedure con TAVI tra un paese e l’altro. E’ emersa inoltre una correlazione fra l’utilizzo della tecnica e la spesa sanitaria pro capite. La diffusione della TAVI quindi sembra seguire il grado di ricchezza di un paese e la sua capacità di spesa economica in ambito sanitario mentre rimane inaccessibile alla maggior parte dei pazienti con stenosi aortica severa e sintomatica”.
 

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