Soffio cardiaco innocente, quando il ‘rumore’ del cuore non è la spia di una malattia
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Soffio cardiaco innocente, quando il ‘rumore’ del cuore non è la spia di una malattia

Il soffio cardiaco è una piccola turbolenza, molto frequente nei bambini, dovuta all’accelerazione del flusso sanguigno attraverso le strutture del cuore, arterie e vene. Il flusso, normalmente silenzioso, può essere avvertito come un fruscio quando è particolarmente turbolento o veloce. Questo particolare rumore che l’orecchio del dottore percepisce si chiama “soffio”. Ma da cosa è dovuto? Ne abbiamo parlato con il prof. Aldo Agnetti, responsabile dell’ambulatorio di Cardiologia Pediatrica di Salus Hospital di Reggio Emilia.

Prof. Agnetti, qual è la differenza tra “soffio cardiaco organico” e “soffio cardiaco funzionale?

I soffi cardiaci possono essere suddivisi in 2 gruppi: i soffi cardiaci detti “organici” e i soffi cardiaci detti “innocenti” o “funzionali”. Il soffio cardiaco organico è quel rumore che all’auscultazione del torace equivale ad un’anomalia cardiaca vera e propria della struttura del cuore. Può essere una valvola stenotica, che non si apre a sufficienza per far fluire il sangue, una valvola che non chiude correttamente o una “comunicazione” (foro) tra i 2 ventricoli o i 2 atri. In sintesi, quando alla base del soffio vi è una patologia ben definita il soffio è classificato organico. Viceversa, ed è molto frequente nei bambini, se il soffio si avverte in soggetti con cuore normale, sano, lo si definisce soffio innocente o funzionale.

Perché si sente il soffio cardiaco?

Nei casi di soffio cardiaco funzionale o innocente, ciò accade perché il cuore dei piccoli pazienti dimostra una contrattilità molto vivace: in gergo si dice cuore molto dinamico. Nella fase di espulsione del sangue, soprattutto dal ventricolo sinistro verso l’aorta, si possono avere delle accelerazioni del flusso ematico che provocano delle piccole turbolenze, facilmente riscontrabili in quanto il torace dei bambini è più sottile rispetto a quello degli adulti, in quanto la percentuale di muscolatura e di grasso è minore.

Il problema in cosa consiste allora?

Per il pediatra il problema da affrontare, non di rado, è quello di discriminare in modo sicuro un soffio innocente da un soffio organico. In alcune condizioni può esserci una differenza sufficientemente individuabile, cioè un soffio molto intenso e forte è sicuramente di natura organica. Esistono tuttavia delle patologie cardiache il cui soffio a riscontro non è particolarmente accentuato e pertanto, pur essendo la spia di una patologia cardiaca, può essere confuso con soffi funzionali. Da qui l’intervento dello specialista per l’esecuzione di esami quali l’elettrocardiogramma (ECG) e l’Ecocardiografia, utili a sgomberare il campo dal dubbio.

Un soffio innocente può trasformarsi in soffio cardiaco organico?

No, assolutamente. Una volta stabilito che è il soffio è di natura funzionale, e lo specialista può accertarlo nel 99,99% dei casi, il cuore a sua volta è normale. Il soffio cardiaco organico può subentrare in un secondo momento a causa di patologie cardiache acquisite. Un Esempio, in un bambino di 7 anni all’esito della prima visita il soffio risulta innocente mentre a 9, a seguito di una grave malattia reumatica, il riscontro è per soffio cardiaco organico provocato dal malfunzionamento di una valvola.

Quando il pediatra sospetta un soffio cardiaco organico, quali esami bisogna effettuare?

Innanzitutto una visita specialistica con associati alcuni esami strumentali proprio allo scopo di chiarire la natura del caso riferito. Partendo sempre da una prima valutazione prettamente clinica, fondamentale alla diagnosi corretta. Poi l’ECG e l’Ecocardiografia che nella stragrande maggioranza dei pazienti danno risposte certe sul motivo-causa del soffio. Esistono poi ulteriori test complementari, indicati però in situazioni particolari: mi riferisco alla Risonanza Magnetica Cardiaca, per un sospetto di patologia a carico del muscolo cardiaco. O ancora, l’Holter cardiaco, la registrazione del tracciato elettrocardiografico nell’arco delle 24 ore per i disturbi del ritmo, fino alla prova da sforzo con ECG, su cyclette o tapis roulant, per capire se il dolore toracico lamentato dal bambino sia d’origine ischemica, quindi sintomo della malattia coronarica, oppure solo osteo-muscolare e meno preoccupante.

Quale consiglio si sente di dare ai genitori i cui bambini fanno sport?

Le scuole pediatriche riconoscono un valore imprescindibile allo sport. Il bambino che fa attività fisica trae giovamento dal punto di vista fisico e psicologico. Sappiamo bene come l’obesità, o quantomeno l’eccesso ponderale, rappresentino le sfide delle società occidentali: si calcola che circa il 30% dei bambini vada incontro a sovrappeso o addirittura all’obesità già nei primi anni della loro vita. Questo vorrà poi dire, se non corretta tempestivamente la tendenza ad accumulare grasso, esporsi in età adulta ad un maggior rischio per diverse malattie quali il diabete, le malattie cardiovascolari e broncopolmonari.
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