Aritmie Cardiache: il ritmo irregolare del cuore
Patologie

Aritmie Cardiache: il ritmo irregolare del cuore

Con il termine di aritmia si indica un battito irregolare del cuore causato da modificazioni o “cattivo” funzionamento del suo sistema elettrico. 

Il nostro cuore è molto simile al motore di un veicolo: come le automobili hanno bisogno di una batteria, più o meno grande, per funzionare al meglio e permetterci gli spostamenti su strada, allo stesso modo il muscolo cardiaco necessita d’impulsi elettrici per spingere il sangue, ricco d’ossigeno, a tutto l’organismo. 

Questo stimolatore elettrico è chiamato nodo seno-atriale: si trova all’interno dell’atrio destro, poco distante dallo sbocco della vena cava superiore. E’ un vero e proprio contapassi naturale (da qui il termine di pacemaker utilizzato dalla medicina specialistica).

Composto da cellule in grado di generare autonomanente la “scarica”, in risposta a precisi imput nervosi, il nodo seno-atriale influenza in tutto e per tutto la frequenza cardiaca modificandola a seconda delle necessità (lavoro, riposo, sonno nottruno, attività sportive, stress emozionali, febbre). 

Se per qualche motivo - malattie congenitesindromi acquisite (ipertiroidismo, ipertensione arteriosa, ischemia cardiaca conseguente ad aterosclerosi, precedente infarto del miocardio); abuso di alcol, caffeina, stimolanti, droghe e fumo; intossicazione da farmaci - l’impulso non viene generato o trasmesso in maniera corretta, si ha un’anomalia (aritmia) che può tradursi, ad esempio e per semplificare, nel patologico rallentamento del battito (Brachicardia, soggetto con meno di 60 pulsazioni al minuto); nella repentina, anormale accelerazione del ritmo (Tachicardia, individuo con oltre 100 pulsazioni al minuto) o nell’ascolto di battiti prematuri (extrasistoli). 

L’aritmia può avere caratteristiche molto differenti: quasi impercettibile, di breve durata, prolungata. La classificazione è fatta in base all’area da cui origina e a come si manifesta a livello macroscopico. I sintomi possono essere: palpitazioni, vertigini, capogiro, affaticamento improvviso, svenimento, dolore al torace, difficoltà a respirare.

I meccanismi che la scatenano sono oggi ben conosciuti e determinati. La terapia è sempre possibile: sia dal punto di vista farmacologico - in base alla tipologia si possono assumere antiaritmici, betabloccanti, calcioantagonisti, anticoagulanti (quest’ultimi hanno l’effetto di allontanare il pericolo di ictus cerebrale specie in presenza di Fibrillazione Atriale) - che chirurgico-strumentale (cardioversione elettrica, ablazione con radiofrequenza, crioablazione, inserimento di pacemaker o defibrillatore).

Il primo passo da compiere, se il medico di base sospetta un’aritmia, è affidarsi ad un Centro specializzato nei disturbi del ritmo in grado di suggerire indagini diagnostiche approfondite, senza mai prescindere dall’Elettrocardiogramma e dall’Holter (misuratore dell’attività cardiaca nell’arco delle 24-48 ore).

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