Malattie valvolari, ora il cuore si ripara senza taglio chirurgico
Interventi chirurgici

Malattie valvolari, ora il cuore si ripara senza taglio chirurgico

TAVI e MitraClip tra le procedure a maggior successo clinico nell'affrontare le malattie vascolari

I progressi dell’Emodinamica interventistica consentono attualmente di intervenire sulle principali patologie cardiache evitando il ricorso al bisturi.

“Nell’ultimo decennio - spiega il Dottor Elvis Brscic, Responsabile dell'unità Operativa di Cardiologia di Maria Pia Hospital Torino - "l’Emodinamica interventistica ha subito un significativo, entusiasmante cambiamento. Se prima la nostra professione era principalmente indirizzata alla diagnosi e cura della malattia coronarica e in minor misura alla correzione di alcuni difetti congeniti, lo sviluppo di nuovi dispositivi e delle tecniche procedurali hanno reso possibile l’estensione del trattamento alle malattie valvolari cardiache. Oggi noi disponiamo di protesi valvolari aortiche impiantabili, assieme ai sistemi di riparazione della valvola mitralica, grazie ad un approccio percutaneo: cioè senza alcun taglio chirurgico.

Le procedure per le quali è stato raccolto il maggior numero di dati, attraverso appositi studi clinici, sono quelle relative all’impianto transcatetere della valvola aortica (TAVI) - nella cura della stenosi (restringimento) valvolare - e alla riparazione della valvola mitralica tramite Mitraclip nei casi d’insufficienza funzionale cardiaca.

Nel primo esempio, per effetto di processi degenerativi, la valvola aortica perde elasticità e capacità ad aprirsi creando sia un ostacolo al libero flusso ematico sia le condizioni per l’insorgere dello scompenso cardiaco. La terapia prevede l’impianto - da puntura femorale - di protesi biologiche valvolari all’interno di quella malata che viene dilatata e schiacciata verso le pareti dell’aorta.

La TAVI è una metodica efficace soprattutto nei pazienti che per età e comorbidità (altre patologie concomitanti) non possono essere sottoposti a chirurgia classica.

Nel secondo esempio, la valvola mitralica, che ha perso la propria integrità contenitiva (è quindi divenuta insufficiente) per l’effetto di un danno muscolare cardiaco (infarto) o infiammatorio, viene riparata, con la cucitura parziale dei due lembi valvolari, applicando uno o più graffette metalliche (clip). Il sistema che permette l’inserimento delle clip è introdotto per via venosa femorale. La procedura, destinata in primis a soggetti complessi con controindicazione chirurgica per il proibitivo rischio operatorio, consente, se eseguita con successo, di ottenere un significativo miglioramento del compenso valvolare e quindi della qualità di vita del malato.

L'Unità Operativa del Maria Pia Hospital di Torino da tempo si dedica all’impiego di tali metodiche - con grande gratificazione - e segue con la massima attenzione l’evoluzione della ricerca già in atto assistendo ad un grande sforzo in campo tecnologico (dimostrazione ne è il numero di start up destinate allo sviluppo di nuovi dispositivi) il cui esito renderà, presto, fruibili devices percutanei che permetteranno di eseguire, evitando il ricorso al bisturi, anche la protesizzazione della valvola mitralica nonché il trattamento di altre malattie valvolari quali l’insufficienza aortica e tricuspidale.

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