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Le prospettive future di intervento per trattare le patologie delle valvole cardiache: intervista al Prof Fattouch

Le ultime evidenze scientifiche in merito alle terapie per trattare le patologie valvolari indicano l’importanza della chirurgia riparativa rispetto alla sostituzione di una valvola del cuore mal funzionante e nello stesso tempo la necessità di scegliere centri specializzati che praticano chirurgia riparativa.

Il Prof. Khalil Fattouch, Professore associato in Cardiochirurgia e responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia Cardio-Toraco-Vascolare del “Maria Eleonora Hospital” di Palermo, spiega quali sono le prospettive future di intervento per trattare le malattie delle valvole mitralica, aortica e tricuspide.

Prof Fattouch quali sono le metodiche oggi più efficaci per curare le malattie delle valvole?

“Le patologie a carico delle valvole cardiache e in particolare quelle che colpiscono la valvola aortica, la mitrale e la tricuspide sono in progressivo aumento. Grazie alle tante tecnologie messe in campo e ai device di ultima generazione – dichiara il Prof Fattouch - oggi è possibile curare patologie gravi del cuore come la insufficienza mitralica primaria e secondaria con le stesse tecniche della cardiochirurgia tradizionale, ma senza cicatrici e a cuore battente, assicurando al paziente risultati migliori. Sono cambiate le prospettive d’intervento a disposizione degli specialisti sotto il profilo dell’indagine diagnostica strumentale, del trattamento e della terapia”.

Le tecniche percutanee e le procedure transcatetere che ruolo svolgono nelle terapie?

“Oggi l’approccio degli interventi è sempre più differenziato e sempre più minimamente invasivo - anche in virtù dell’evoluzione metodologica offerta da procedure transcatere e accessi percutanei utilizzabili specie nei pazienti ad alto rischio operatorio e concomitanti morbilità. A queste si aggiungono le nuove tecnologie messe in campo insieme a dispositivi estremamente avanzati, atti a riparare e sostituire la valvola non più funzionante senza aprire il torace del paziente e finalizzati al minor rischio operatorio per i pazienti”.

Perchè è importante indirizzare il paziente in Centri specializzati in cardiochirurgia mininvasiva?

“E’ sufficiente ad esempio una diagnosi di insufficienza mitralica severa per inviare il paziente ad un centro di riferimento esperto di chirurgia mitralica. Il paziente deve essere operato subito come stabilito da una recente indicazione delle Linee guida e solo in determinati Centri si eseguono interventi di chirurgia mitralica riparativa. Questa opzione terapeutica consente un approccio multidisciplinare per trattare le patologie delle valvole e fa sì che ogni singolo intervento sia pianificato, studiato attentamente, valutato e infine eseguito da specialisti che lavorano in team e possono quindi offrire un trattamento migliore”.

L’8 e il 9 giugno prossimi si terrà a Roma il Mics, il Congresso biennale di Mitral Academy. Quali saranno i topics dell’evento?

MICS e Mitral Academy riuniscono gli esperti di chirurgia mitralica che lavorano incessantemente con l’obiettivo di rinnovare le Linee Guida. Tra i ‘topics’ del Congresso, il trattamento della valvola mitrale alla luce delle numerose ricerche e sperimentazioni e in previsione dell’impiego delle nuove tecnologie percutanee e mininvasive. Inoltre si terrà un confronto nell’ambito della elettrofisiologia, la branca della cardiologia che si occupa della diagnosi e del trattamento di fibrillazione atriale, patologia che nella maggior parte dei casi è conseguenza della insufficienza mitralica”.

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