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Il bypass mininvasivo: una nuova procedura chirurgica messa a punto dall’equipe di Ospedale Santa Maria

Il Bypass Coronarico

Una peculiare attività operatoria contraddistingue l’equipe di Cardiochirurgia di Ospedale Santa Maria. Si tratta del bypass coronarico effettuato in minitoracotomia sinistra. Normalmente l’approccio chirurgico nei pazienti che hanno bisogno di rivascolarizzazione miocardica è la sternotomia, ossia l’incisione dello sterno. L’Unità operativa dell' Ospedale Santa Maria – sotto la guida dei responsabili il professor Domenico Paparella e il dottor Carmine Carbone – ha invece sviluppato la tecnica di bypass a cuore battente attraverso una piccola incisione nella parte anteriore del torace sinistro.
 
Il bypass mini invasivo viene eseguito nei pazienti con coronaropatia ostruttiva che necessitano di una rivascolarizzazione miocardica chirurgica. I pazienti che possono essere sottoposti a tale metodica devono avere delle caratteristiche specifiche che dipendono dalla sede e dal numero delle lesioni coronariche.
L’Unità dell’Ospedale Santa Maria ha sviluppato la tecnica di bypass a cuore battente attraverso una piccola incisione nella parte anteriore del torace sinistro.

Procedura

La procedura cardiochirurgica di rivascolarizzazione miocardica prevede come via di accesso al cuore una piccola incisione di 7 centimetri al livello del quinto spazio intercostale di sinistra (a differenza della tradizionale via di accesso medio sternale che prevede la frattura dello sterno). Nelle donne l’incisione chirurgica del bypass mini invasivo viene eseguito nel solco sottomammario, pertanto al termine della guarigione della ferita , la cicatrice viene totalmente coperta dalla mammella.

Esecuzione

Nel bypass mini invasivo l’intervento di rivascolarizzazione miocardica viene eseguito a cuore battente quindi senza dover arrestare il cuore e senza l’utilizzo della circolazione extracorporea. Questo rende la metodica  meno invasiva per il paziente rispetto all’intervento tradizionale di rivascolarizzazione miocardica che prevede una incisione di 20 cm al livello sternale, con frattura e separazione dello sterno in due emisterni simmetrici. Nel bypass mini invasivo non è prevista la frattura di alcun osso.

Vantaggi

Il bypass mini-invasivo comporta quindi molti vantaggi per i pazienti come una sensibile riduzione della percentuale di complicanze post operatorie delle ferite chirurgiche e l’assenza di rischio di mediastinite conseguente ad osteomielite per infezione dello sterno. Non solo. Questo tipo di intervento consente una riduzione nei tempi di degenza ospedaliera e una ripresa rapida di tutte le attività giornaliere.
Va considerata infine la netta differenza estetica, per le dimensioni e la sede della ferita chirurgica.

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