E' vero che certi lavori fanno più male al cuore?
Stile di vita

E' vero che certi lavori fanno più male al cuore?

E' proprio vero, esistono delle tipologie di lavori che più di altri mettono a rischio la salute del cuore.

Il motivo sembra essere collegato a più elevati livelli di stress e usura indotti da ritmi di vita convulsi che si riflettono sulle abitudini alimentari, l'attività fisica, il consumo di alcool e nicotina e altri fattori che incidono sul rischio di incorrere in una patologia cardiovascolare. 

E’ quanto emerso da un recente studio dell’American Heart Association che ha analizzato lo stile di vita della popolazione adulta, in relazione alla professione. I ricercatori americani hanno esaminato oltre 5mila persone dai 45 anni in su, che non avevano precedenti di malattie cardiovascolari e per ogni tipologia di lavoratore sono state valutate le caratteristiche fisiche e alcuni parametri legate allo stile di vita (alimentazione, sedentarietà, livello di colestero nel sangue, consumo di tabacco,....)

Nella lista dei cardiologi americani sono finiti in particolare cuochi, manager, venditori, autisti, ragionieri e amministratori, addetti alla sicurezza: secondo i ricercatori questi mestieri comportano più di altri stress, pressioni, mancanza di sonno e abitudini che possono aumentare il rischio di cardiopatie.
 
Prendere le redini della propria vita - non solo nel lavoro - è fondamentale, e la prevenzione in questa ottica è l’arma migliore. 

E’ bene mangiare più frutta e verdura, pesce due volte a settimana, ridurre il consumo di sale e zucchero e tenersi in movimento, oltre che controllarsi periodicamente. 

L’attività sportiva è fondamentale per il cuore in quanto favorisce la produzione del colesterolo HDL, quello buono e riduce i grassi trigliceridi nel sangue. Il movimento aiuta  anche a tenere bassa la pressione arteriosa e consente di avere un’aspettativa di vita più duratura rispetto alle persone sedentarie.

Oltre i 40 anni diventa però importante sottoporsi anche a controlli medici, soprattutto in presenza di certi fattori di rischio. I check up cardiologici ad esempio sono percorsi che verificano le funzionalità dell’apparato cardiocircolatorio e sono particolarmente indicati proprio per quanti sono sottoposti a lavori usuranti, conducono uno stile di vita sedentario, abbiano familiarità con malattie cardiovascolari o presentino fattori di rischio come obesità, fumo o alcol.

 

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