Alimentazione e cardiopatie: la dieta post infarto
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Alimentazione e cardiopatie: la dieta post infarto

Mangiare sano vuol dire prendersi cura di se stessi. Seguire un regime alimentare equilibrato non è solo un modo per tenersi in linea ma, come dimostrato da decine di studi scientifici, è soprattutto una delle forme di prevenzione più efficaci per ridurre il rischio di patologie cardiache che possono rivelarsi pericolose per la nostra salute e, nello stesso tempo, per scongiurare recidive, come nel caso dell’infarto.

In che modo il cibo può danneggiare il nostro cuore?
Un consumo smisurato di alimenti che contengono sostanze nocive come i grassi può portare alla formazione di placche che, con il passare del tempo, alterano la struttura delle arterie restringendole e riducendo il flusso di sangue che arriva al muscolo cardiaco e altri organi come sistema nervoso centrale, polmoni e reni.

Tutto questo potrebbe avere come conseguenza diretta un attacco ischemico e/o probabili danni al cuore, al cervello, e ad un alto rischio di infarto e ictus. Ecco perché il primo accorgimento da seguire sono sane abitudini a tavola.
L’alimentazione è dunque strettamente collegata ai disturbi del sistema cardiovascolare: esistono categorie di cibi controindicati per i cardiopatici, specie per quanti hanno già subito un infarto o affrontato una qualsiasi altra problematica cardiaca, come ictus o aritmie.

Vediamo, nello specifico, qual è la dieta da seguire in seguito ad un infarto:
  • cereali integrali, farina d’avena e farina di mais
  • legumi, come fagioli, lenticchie, ceci, fagioli neri, fave
  • verdure tutte, ma in particolare broccoli, cavoli e carot
  • pesce ricco di omega-3: sardine, tonno, salmone rigorosamente freschi e da consumare almeno due volte a settimana
  • formaggi e latticini senza grassi
  • latte scremato, da preferire a quello inter
  • frutta fresca, secca ed essiccata come noci, nocciole, arachidi, prugne, datteri, albicocche, etc.
E’ fondamentale soprattutto per i pazienti che hanno subito un infarto introdurre nella dieta alimenti a basso contenuto di sale ed evitare quelli che tendono a far aumentare i livelli di colesterolo nel sangue, in particolar modo, grassi saturi e acidi grassi trans o idrogenati, come quelli contenuti in burro, margarina, prodotti da forno come biscotti, torte e crostate confezionati.

Prima di seguire un regime alimentare dedicato alla prevenzione di patologie del cuore è bene affidarsi ad uno specialista che, in stretta sinergia con il cardiologo, possa valutare lo stato di salute complessivo del paziente e del suo cuore, la storia clinica e famigliare, oltre a fattori di rischio, come diabete, fumo e sedentarietà, per poi approntare un piano alimentare personalizzato.

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