Chirurgia mininvasiva di bypass coronarico: i vantaggi per il paziente
Interventi chirurgici

Chirurgia mininvasiva di bypass coronarico: i vantaggi per il paziente

Il bypass coronarico mininvasivo è una procedura chirurgica per il trattamento delle arterie coronariche interessate da ostruzione o restringimento.
Tradizionalmente, la procedura di bypass viene eseguita tramite un intervento a cuore aperto, in cui il chirurgo accede alla zona tramite una grande incisione e il taglio dello sterno, collegando il paziente alla macchina cuore-polmoni. Grazie alle nuove tecniche a ridotta invasività, è possibile eseguire la stessa procedura con un accesso ridotto e conseguenti notevoli vantaggi per i pazienti.

Ne abbiamo parlato con il Dott. Vito Margari, dell’équipe dell’U.O. di Cardiochirurgia di Santa Maria Hospital, a Bari, che utilizza da anni la tecnica MICS (Minimally Invasive Coronary Surgery).

Quali pazienti sono candidati al bypass coronarico mininvasivo

I pazienti candidati alla rivascolarizzazione miocardica chirurgica mininvasiva sono soggetti affetti da coronaropatia ostruttiva monovasale o multivasale. La malattia coronarica è una delle problematiche cardiache più diffuse. La condizione si sviluppa quando l’aterosclerosi, ovvero l’accumulo di placche, restringe le arterie che portano il sangue al cuore. Se non trattata, può compromettere la salute del muscolo cardiaco e portare a eventi gravi come l’infarto.

Il bypass coronarico mininvasivo è indicato nei casi in cui è sconsigliata la rivascolarizzazione percutanea con angioplastica e il trattamento è orientato verso una vascolarizzazione chirurgica con bypass. Non esistono vere e proprie controindicazioni all’intervento, se non le limitazioni che valgono anche per la chirurgia maggiore in pazienti ad altissimo rischio per comorbidità. Generalmente tutti i pazienti che necessitano di una rivascolarizzazione miocardica della mammaria su IVA (ramo interventricolare anteriore) e di un monovaso possono essere sottoposti alla chirurgia mininvasiva di bypass coronarico. I multivasali, per cui sono necessari più bypass, sono soggetti a una maggior selezione (per esempio l’obesità è una controindicazione alla procedura). La procedura è efficace quanto il metodo tradizionale, ma offre tempi di recupero più rapidi, un rischio inferiore di complicazioni e meno dolore e cicatrici. Caratteristiche che la rendono un’opzione adatta ad anziani, pazienti fragili o che non possono sottoporsi in sicurezza a un intervento chirurgico a cuore aperto.

In cosa consiste la chirurgia mininvasiva di bypass coronarico

La procedura consiste nel prelevare un vaso sanguigno sano o collegarlo all’arteria oltre l’ostruzione, per creare una deviazione attraverso la quale possa scorrere il flusso sanguigno. Durante l’intervento minimamente invasivo, il chirurgo accede al cuore non attraverso una sternotomia mediana, ma con una minitoracotomia sinistra, mediante una piccola incisione di 6-7 cm a livello del quinto spazio intercostale di sinistra, del capezzolo sinistro, senza fermare il cuore né dover ricorrere alla circolazione extracorporea.

I vantaggi per il paziente

L’accesso mininvasivo offre una serie di importanti vantaggi per il paziente:
  • una riduzione netta di una complicanza molto grave, l’infezione sternale della mediastinite;
  • riduzione di tutte le complicanze maggiori, delle perdite ematiche, delle trasfusioni, del dolore post-operatorio;
  • tempi di degenza ridotti, sia in terapia intensiva che in reparto di degenza ordinaria: un recupero della qualità di vita più rapida rispetto a chi è soggetto a sternotomia;
  • fiducia maggiore nell’affrontare l’intervento, con alleggerimento psicologico ed emotivo.

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