Cardiochirurgia e cardiologia interventistica, i dati AGENAS premiano Città di Lecce Hospital
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Cardiochirurgia e cardiologia interventistica, i dati AGENAS premiano Città di Lecce Hospital

I dati del Programma Nazionale Esiti 2025, pubblicati da AGENAS e riferiti alla qualità ed efficienza di molte prestazioni sanitarie erogate nel 2024, confermano Città di Lecce Hospital, ospedale di GVM Care & Research accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale, una delle strutture di riferimento a livello regionale e nazionale per la cardiochirurgia, la cui U.O. è diretta dal dott. Luigi Specchia e dal dott. Giuseppe Santarpino, e per la cardiologia interventistica.

Secondo il report Agenas, Città di Lecce Hospital, si colloca sul podio in Puglia per volumi di ricoveri (anno 2024) di valvuloplastica o sostituzione di valvole aortiche, con il 13,48% del totale regionale, insieme alle strutture baresi di GVM Care & Research Ospedale Santa Maria e Anthea Hospital, che nel corso dell’ultimo anno sono state oggetto di fusione. Complessivamente qui si esegue quasi la metà degli interventi valvolari di sostituzione o riparazione (46,43% di tutti gli interventi in Puglia). Anche nell’ambito dei ricoveri con almeno un intervento di angioplastica, le tre strutture GVM Care & Research coprono insieme circa il 20% dei volumi regionali.

“I dati Agenas confermano che, anche in Puglia, esistono realtà capaci di esprimere livelli di qualità clinica e chirurgica tra i più elevati del Paese. Questi risultati sono frutto di un lavoro scrupoloso e costante, di investimenti in competenze, tecnologia e organizzazione”, dichiara Giuseppe Speziale, vicepresidente di GVM Care & Research e direttore del Dipartimento di cardiochirurgia di Città di Lecce Hospital. 

Città di Lecce Hospital, presenta inoltre uno tra gli indici più bassi di mortalità a 30 giorni per valvuloplastica o sostituzione della valvola cardiaca (0,55%) – in diminuzione di anno in anno secondo il report di Agenas – a fronte di volumi più alti di ricovero (biennio 23-24).

Per quanto riguarda il bypass aortocoronarico isolato, a Città di Lecce Hospital esegue l’11,33% di interventi e si colloca nella top 3 delle strutture con tasso di mortalità a 30 giorni, con una percentuale dello 0,81% (dati riferiti all’attività 2023-2024 precedenti alla fusione con Santa Maria Hospital). Complessivamente circa il 40% di questi interventi in Regione avviene in una struttura di GVM Care & Research.

Nell’ambito dell’infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST, Città di Lecce Hospital registra la percentuale più alta di Angioplastica Coronarica Transluminale Percutanea entro 90 minuti sul totale dei trattati entro 12 ore, pari all’89,22%, a conferma dell’efficacia del modello organizzativo nelle emergenze tempo-dipendenti.

“Questi risultati confermano un percorso di crescita che pone il nostro reparto insieme a quelli delle Strutture di Bari ai vertici della cardiochirurgia nazionalecommenta il dott. Luigi Specchia, Responsabile dell'U.O. di Cardiochirurgia di Città di Lecce Hospital -. Questo traguardo non è un punto d'arrivo, ma la validazione scientifica di un modello di cura centrato sulla sicurezza del paziente e sull'efficienza operativa. L'analisi del biennio evidenzia due pilastri fondamentali: Il costante incremento dei volumi non è solo un dato numerico, ma un indicatore di fiducia dei pazienti e della rete territoriale. In cardiochirurgia, l'alto volume è strettamente correlato al mantenimento delle competenze tecniche. Allo stesso tempo, essere tra i primi posti in Italia per bassi tassi di mortalità, a fronte di una casistica complessa, dimostra l'efficacia non solo dell'atto chirurgico in sé, ma dell'intera filiera perioperatoria: dall'anestesia alla terapia intensiva cardiochirurgica, fino al monitoraggio post-operatorio in reparto”

Il dato più significativo, sottolinea il dott. Specchia, è il trend di miglioramento costante, frutto di un sistema capace di imparare dai propri processi, ottimizzando i percorsi clinici e riducendo le complicanze attraverso una rigorosa standardizzazione delle procedure. 
“Questo successo appartiene a tutta l'équipe: chirurghi, anestesisti, infermieri, tecnici della circolazione extracorporea e personale di supporto. Essere un punto di riferimento ci carica della responsabilità di continuare a innovare, mantenendo sempre l'umanizzazione delle cure al centro del progresso tecnologico”
, conclude Specchia.

 

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