La prevenzione cardiologica, a partire da un corretto stile di vita con alimentazione equilibrata e attività fisica fino alla prima visita specialistica per valutare eventuali rischi,
è un passo importante per la salute e il benessere, tenendo conto del fatto che le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte nel mondo occidentale.
Circa il 41% degli italiani tra i 18 e i 69 anni presenta almeno tre fattori di rischio che potrebbero portare al loro sviluppo. Tuttavia,
grazie alla prevenzione, è possibile evitare l’80% dei decessi causati da queste patologie.
Abbiamo chiesto al
Dott. Ibrahim Abdelrazek, dell’U.O. di Cardiologia di Santa Maria Hospital, a Bari, quando è opportuno effettuare la prima visita cardiologica, quali sono i percorsi di prevenzione delle patologie cardiovascolari e quanto è importante lo stile di vita per la salute del cuore.
Quando effettuare la prima visita cardiologica
Non esiste una fascia di età predefinita per prenotare la prima visita dal cardiologo o per iniziare la prevenzione. Fatto salvo quando si rende necessario per problemi insorti, per gli screening di prevenzione è importante collocare i soggetti nelle fasce di rischio definite dalle linee guida e programmare controlli mirati nel tempo.
Le fasce di rischio cardiovascolare
Le fasce di rischio cardiovascolare, secondo le linee guida europee,
si dividono in basso, medio e alto.
Il rischio è determinato dalla probabilità di un soggetto di sviluppare un evento cardiovascolare fatale (come infarto o ictus) entro i 10 anni successivi.
- Basso: il rischio di sviluppo è inferiore al 2,5%.
- Medio: il rischio va dal 2,5% al 7,5%.
- Alto: con un rischio che va oltre il 7,5%.
A definire il rischio la presenza di diversi fattori, non modificabili e modificabili.
I fattori non modificabili sono: ereditari (familiarità per cardiopatia ischemica, infarto, diabete), età e sesso (nell’uomo il rischio aumenta sopra i 45 anni, nella donna sopra i 55).
La principale differenza nella prevenzione tra uomo e donna è definita dall’arrivo della menopausa, che segna un vero e proprio spartiacque a riguardo. Nella donna il cambiamento ormonale che avviene con la menopausa, infatti, diminuisce la protezione precedente e il rischio cardiovascolare si equipara da quel momento a quello dell’uomo. Inoltre, le donne tendono generalmente a trascurare il rischio cardiovascolare prima della menopausa e sono soggette a insorgenze improvvise.
I fattori di rischio modificabili sono quelli su cui è possibile intervenire collaborando con il paziente e con altri specialisti:
- dislipidemia e ipercolesterolemia;
- abitudine al fumo di sigaretta;
- vita sedentaria;
- sovrappeso o obesità stati di stress psicofisico;
- contesto sociale basso.
La prevenzione delle patologie cardiovascolari
Le indagini diagnostiche di prevenzione sono diverse ed è necessario che i percorsi vengano personalizzati in base alla classe di rischio del soggetto.
- Prima dei 40 anni e con un basso rischio, è opportuno eseguire almeno una visita cardiologica con elettrocardiogramma e seguire le indicazioni dello specialista per i controlli successivi.
- Prima dei 40 anni, ma in presenza di fattori di rischio, come per esempio familiarità, fumo di sigaretta, colesterolo alto, è opportuno eseguire anche test da sforzo ed ecocardiografia, seguendo le indicazioni del medico.
Presso Santa Maria Hospital, l’attività ambulatoriale di prevenzione è mirata alla stratificazione del rischio nella popolazione generale attraverso l’esecuzione di vari esami.
Gli esami di I livello
Gli esami cardiologici iniziali comprendono:
- visita medica con ECG a riposo;
- ecocardiografia per esaminare la morfologia e la funzione del cuore;
- alcune analisi di laboratorio mirate, come colesterolo, glicemia ed elettroliti.
Le indagini di II livello
Gli esami di secondo livello sono solitamente prescritti dallo specialista per approfondire una diagnosi o studiare una problematica in caso di dubbi:
- ecocardiogramma bidimensionale con Color Doppler;
- prova da sforzo;
- elettrocardiogramma dinamico secondo Holter.
Quando necessario, a questi possono essere aggiunt:
- Ecocolordoppler Transcranico;
- TC Coronarica;
- Risonanza Magnetica Cardiaca;
- Ecocardiografia Transesofagea.
L’importanza dell’attività fisica per la salute del cuore Lo sport è fondamentale per la salute del cuore perché, allenando il muscolo cardiaco, lo si rende più efficiente e resistente, migliorando la circolazione sanguigna e riducendo il rischio di patologie cardiovascolari, ipertensione e diabete.
Nel dettaglio, praticare sport non agonistico offre numerosi benefici:
- rende il cuore più robusto e capace di pompare più sangue con ogni battito, aumentando la sua efficienza; aumenta la fluidità del sangue, riduce le resistenze e favorisce una migliore circolazione;
- aiuta a ridurre il colesterolo “cattivo” (LDL) e ad aumentare quello “buono” (HDL), oltre a diminuire i trigliceridi; supporta la dilatazione dei vasi sanguigni, favorendo un migliore controllo della pressione;
- riduce il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari come infarto e ictus, e contribuisce a prevenire il diabete di tipo 2;
- aiuta il controllo del peso corporeo; può ridurre lo stress e l’ansia, che sono fattori che possono incidere negativamente sulla salute cardiovascolare.
È fondamentale praticare attività fisica con costanza, ma senza esagerare, e consultare uno specialista prima di iniziare o modificare un programma di allenamento.