Le procedure percutanee per le patologie della valvola aortica: intervista al dottor Contegiacomo
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Le procedure percutanee per le patologie della valvola aortica: intervista al dottor Contegiacomo

L’evoluzione tecnologica nell’ambito della chirurgia transcatetere consente oggi di trattare la patologia della valvola aortica con una metodologia mininvasiva, nota con il nome di TAVI (transcatheter aortic valve implantation). La procedura TAVI è finalizzata al ripristino della valvola aortica degenerata, per insufficienza o stenosi, con l’impianto percutaneo di una nuova valvola, e con la possibilità per i pazienti più anziani di evitare l’intervento chirurgico tradizionale, ridurre i tempi della degenza ospedaliera e le eventuali complicanze. Ce ne parla nel dettaglio, il dottor Gaetano Contegiacomo, responsabile della Emodinamica e della Cardiologia interventistica di Anthea Hospital.  
 
Dottor Contegiacomo che cosa è la TAVI?
“La TAVI è una recente strategia di trattamento per la valvulopatia aortica che oggi rappresenta una malattia ad elevata morbilità e mortalità. Circa il 3,5 per cento della popolazione mondiale, superati i 75 anni di età, presenta una valvulopatia aortica severa. Si tratta di una malattia degenerativa, che fino al 2002 è stata trattata solo per via chirurgica tradizionale. Dal 2002 in poi-  dopo il primo intervento eseguito in Francia - sono cominciati anche in Italia i trattamenti percutanei della valvola aortica degenerata con la procedura TAVI.”
 
A quali pazienti è riservata la procedura?
“La TAVI è destinata ad una classe di pazienti che inizialmente erano giudicati inoperabili. Poi si è passati a trattare i pazienti in cui il rischio operatorio era più elevato di quanto non fosse quello dei trattamenti eseguiti per via percutanea”.
 
Quali sono i vantaggi?
“I vantaggi di questa procedura comprendono una degenza più breve per il paziente di 3 massimo 5 giorni a fronte di 6-8 giorni della chirurgia convenzionale. Non solo. Grazie agli strumenti oggi a nostra disposizione, il numero delle complicanze legate all’atto chirurgico si è notevolmente ridotto. Più migliora la performance e più si riducono i tempi medi della degenza ospedaliera e le complicanze stesse”.
 
Quali requisiti deve avere una struttura per eseguire la TAVI?
“Le Linee guida internazionali stabiliscono che per eseguire una TAVI all’interno della struttura ci sia una Unità di Cardiochirugia per venire incontro ad eventuali complicanze relate all’impianto di valvola e ci siano anche una equipe cardiologica e anestesiologica formate e un elevato numero di impianti eseguiti in precedenza. In questo caso Anthea Hospital ha cominciato ad eseguire le TAVI dieci anni fa e attualmente è in fase significativa di crescita in termine di volumi”.
 
Quali altre patologie si possono trattare con la chirurgia transcatetere?
“Con le procedure transcatetere oggi si possono trattare non solo la valvulopatia aortica, ma anche alcuni tipi di valvulopatie mitraliche, malattie molto gravi che hanno la stessa incidenza di mortalità della valvola aortica. E’ possibile inoltre intervenire su un ampio spettro di patologie strutturali, come il forame ovale pervio, la chiusura della auricola sinistra nei pazienti affetti da fibrillazione atriale, e per concludere su patologie vascolari, che vanno dalle carotidi, le patologie stenosanti degli arti inferiori fino al trattamento degli aneurismi della aorta toracica e addominale”.
 

 

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