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Risoluzione patologie valvolari: Maria Eleonora Hospital e il Prof. Fattouch certificati a livello europeo per l’impianto del sistema JenaValve

Risoluzione patologie valvolari: Maria Eleonora Hospital e il Prof. Fattouch certificati a livello europeo per l’impianto del sistema JenaValve
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Maria Eleonora Hospital è il primo Ospedale (accreditato SSN) del Sud Italia ad ottenere la certificazione europea, quale presidio autonomo, per l’impianto, con tecnica TAVI transapicale, del sistema aortico tedesco JenaValve.
 
La certificazione  - rilasciata dall’azienda JenaValve Technology GmbH - arriva insieme al riconoscimento dell’attività ad alta specializzazione svolta in questo campo dal Professor Khalil Fattouch, in qualità di Responsabile del Dipartimento di Chirurgia Cardiovascolare.
 
“Un doppio traguardo - commenta il Professore - che testimonia ancora una volta il grado di massima competenza acquisito dal nostro Centro nella risoluzione delle patologie valvolari e ci colloca ai vertici anche a livello internazionale. A Maria Eleonora Hospital svolge la propria attività anche il Professor Amerigo Stabile, Responsabile del Dipartimento Cardiologico Clinico ed Interventistico, esperto a livello nazionale nell’impianto di valvole aortiche percutanee per via transfemorale”. 
 
Il sistema aortico JenaValve, applicato con metodica mininvasiva TAVI transapicale, permette d’intervenire sulla valvola cardiaca malata direttamente dalla punta (apice) del cuore, introducendo il catetere per il rilascio della bio protesi - realizzata in pericardio animale montato su stent autoespandibile in lega metallica (Nitinol) - attraverso una piccola incisione (appena 5 cm) sulla parte sinistra del torace del paziente. Questo approccio minimizza il trauma e riduce sensibilmente il pericolo di complicanze, facilitando il recupero post-operatorio che è piuttosto rapido.
 
La procedura di sostituzione valvolare per via transapicale è indicata nei soggetti che presentano una stenosi (restringimento) aortica in stadio avanzato; molto spesso si tratta di anziani ad alto rischio chirurgico e con patologie concomitanti. Viene eseguita in anestesia generale sotto costante controllo ecografico e radiologico. La valvola nativa è lasciata in sede e non asportata. Il paziente può essere dimesso dall’ospedale nel giro di 3-4 giorni.
 
La stenosi della valvola aortica è una condizione patologica piuttosto diffusa nei Paesi Occidentali (quasi 50mila le sostituzioni valvolari eseguite ogni anno tra Europa e Stati Uniti); se non adeguatamente trattata porta alla totale disabilità e la sopravvivenza si abbassa a meno di 5 anni. Colpisce il 20% delle persone nella fascia 65-75, circa il 35% nella fascia 75-85 e quasi il 50% degli individui over 85. Caratterizzata da una sintomatologia che nei casi più gravi è conseguente alla vera e propria insufficienza cardiaca: affanno sotto sforzo, edema polmonare e agli arti inferiori, dolore toracico, perdita di conoscenza.
 
La malattia è dovuta al naturale invecchiamento dell’organismo e alla calcificazione (indurimento) dell’anello valvolare, dei lembi e della valvola più in generale. Può essere altresì indotta da malattie reumatiche o malformazioni congenite. Calcificazione che provoca un’ostruzione al fisiologico passaggio del sangue dal ventricolo sinistro all’aorta durante la sistole (contrazione). Il muscolo cardiaco è costretto ad aumentare la forza d’espulsione del flusso ematico dal ventricolo, generando però l’ispessimento della stessa parete ventricolare e quindi l’affaticamento del cuore.