Tutti gli articoli

Ospedale Santa Maria, 500 interventi di cardiochirurgia in un anno

Ospedale Santa Maria, 500 interventi di cardiochirurgia in un anno
Share on...

Cinquecento interventi di cardiochirurgia in un anno con tecniche mininvasive
 
L’equipe di Cardiochirurgia di Ospedale Santa Maria nell'ultimo anno di attività ha eseguito oltre 500 interventi al cuore. L’Unità Operativa – sotto la guida dei due responsabili, il Prof. Domenico Paparella e il Dott. Carmine Carbone – ha intensificato notevolmente il volume di attività in sala operatoria prediligendo le più recenti tecniche di chirurgia mininvasiva oltre alla chirurgia tradizionale.
 
Stando ad uno studio interno, presso Ospedale Santa Maria  nell'ultimo anno di attività sono stati eseguiti per la precisione 510 interventi di chirurgia maggiore, di cui il 37% per rivascolarizzazione miocardica, il 26.5% per chirurgia valvolare, l’11%  per chirurgia dell’aorta, e il 40% per interventi combinati di cardiochirurgia ed emodinamica.
 
Le prestazioni chirurgiche hanno interessato tutti gli ambiti di maggiore interesse della cardiochirurgia: dalla chirurgia coronarica alla chirurgia valvolare, alla chirurgia dei grossi vasi. Tra gli interventi più praticati, quello di rivascolarizzazione miocardica che consiste nell’eseguire uno o più innesti a ponte su arterie coronariche ostruite. Questa metodica usa solo le arterie mammarie e produce un beneficio legato alla maggior durata nel tempo dei by-pass, oltre ad un vantaggio estetico, in quanto non restano cicatrici all’infuori di quella sternale.
 
Dei circa 200 interventi di rivascolarizzazione miocardica effettuati circa il 20% sono stati eseguiti a cuore battente con metodo mininvasivo (con un piccolo taglio senza aprire il torace) che riduce il rischio dell’intervento nei pazienti affetti da gravi patologie associate (arteriopatia polidistrettuale, insufficienza renale, malattie respiratorie). Circa il 40% dei pazienti ha ricevuto rivascolarizzazione mediante utilizzo di doppia arteria mammaria, per i quali la mortalità è stata dello 0%, mentre la mortalità globale dei pazienti sottoposti a by-pass aortocoronarico è stata dell’1%.
 
Punto di forza dell’equipe è la formazione continua e l’incessante aggiornamento sulle tecniche chirurgiche più recenti da applicare nel campo cardiovascolare. Le patologie del cuore e dei grossi vasi vengono trattate attraverso la chirurgia “a cielo aperto” o con metodiche innovative quali tecniche mininvasive, procedure endovascolari, impianto trans-catetere di valvole cardiache.
 
L’attività è impostata sul concetto di “Heart Team” per cui ciascun paziente è costantemente al centro di un percorso diagnostico e terapeutico che coinvolge varie figure professionali quali il cardiochirurgo, il cardiologo emodinamista,  l’ecocardiografista,  il cardio anestesista,  lo specialista in Imaging,  l’esperto in Aritmologia. Da questa azione sinergica degli specialisti nascono l’ inquadramento diagnostico più idoneo e la scelta terapeutica più efficace per ogni singolo paziente.