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Il rapporto tra cuore e tiroide

Il rapporto tra cuore e tiroide
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La tiroide è una specie di centrale elettrica del nostro corpo e, se qualcosa non funziona in questa ghiandola, ci potrebbero essere problemi in tutto il corpo, in quanto un’adeguata quantità di ormoni tiroidei è indispensabile a tutto l’organismo. La tiroide infatti presiede ad un normale accrescimento corporeo, allo sviluppo e maturazione di vari apparati: scheletrico, riproduttivo, sistema nervoso centrale ed ha un’azione fondamentale su peso corporeo, forza muscolare, livelli di colesterolo e pressione arteriosa. Altrettanto fondamentale è l’azione di questi ormoni sull’apparato cardiovascolare e sul cuore in particolare.

Ecco come funziona. La tiroide è una ghiandola a secrezione interna situata nella regione anteriore del collo, la sua attività è deputata alla produzione di due sostanze (la tiroxina o T4 e la triiodotironina o T3), si tratta di amminoacidi iodati la cui produzione è regolata da un ormone il TSH prodotto dal sistema ipotalamo-ipofisi mediante un meccanismo di cosiddetto feedback negativo. La secrezione di TSH è a sua volta regolata dalla concentrazione di T3 e T4 dall’ormone ipotalamico detto TRH.

Cosa succede alla tiroide quando si ammala?
Le patologie della tiroide sono molte e riconoscono diverse cause. Tradizionalmente, sono suddivise a seconda dell’alterazione della quota di ormoni tiroidei circolanti in ipotiroidismo e ipertiroidismo, caratterizzati da sintomi e soprattutto ripercussioni cardiocircolatorie di segno opposto.

L’Ipertiroidismo ossia l’eccessiva produzione di ormoni tiroidei colpisce lo 0,1-0,2% uomini e l’ 1,2-2 % delle donne. Si manifesta nei giovani con cardiopalmo, tachicardia e occasionalmente dispnea da sforzo. Nei pazienti più anziani sono più frequenti lo scompenso cardiaco congestizio, la comparsa di aritmie prevalentemente sopraventricolari e l'angina pectoris. Il disturbo più comune collegato all’ipertiroidismo è la fibrillazione atriale che può complicarsi in una malattia tromboembolica e in insufficienza cardiaca congestizia soprattutto quando insorge in soggetti con cardiopatia preesistente.

L'ipertiroidismo produce infatti ipertrofia delle pareti ventricolari: lo spessore delle pareti del ventricolo sinistro, compreso nei cuori normali tra 8 e 11 mm, può aumentare del 20%-90% in funzione della durata e della severità dello stato ipertiroideo. In presenza di patologia cardiaca associata all'ipertiroidismo la riserva funzionale cardiaca è ulteriormente ridotta e può essere più precoce la comparsa dei segni emodinamici e clinici dello scompenso.

In assenza di concomitanti cardiopatie il trattamento dell'ipertiroidismo comporta di regola la remissione delle anomalie cardiovascolari. Ben più complessa è la situazione nei casi di ipertiroidismo in pazienti cardiopatici, in questo caso è necessaria una stretta collaborazione tra cardiologo ed endocrinologo.

Di contro nell’ipotiroidismo si hanno manifestazioni cardiovascolari clinicamente rilevanti solo in presenza di una grave e prolungata insufficienza tiroidea.

Una volta effettuata una valutazione del paziente cardiopatico mediante ECG Holter per le aritmie, Test Ergometrico per la valutazione della riserva coronarica, ed Ecocardiografia per lo studio della morfologia e della funzione cardiaca, lo scopo del cardiologo è quello di ridurre il rischio di danno dovuti al circolo iperdinamico, alle alterazioni del ritmo cardiaco e alla eventuale riduzione della riserva cardiaca e coronarica.

Ricordiamo che esiste nelle malattie tiroidee una grande familiarità per cui se in famiglia ci sono persone affette da malattie tiroidee, il suggerimento è quello di controllare gli esami della tiroide ed effettuare una ecografia tiroidea almeno una volta nella vita, anche in assenza di sintomi specifici. Una volta sorto il sospetto che qualcosa non funzioni a dovere nella ghiandola tiroidea come si fa ad averne conferma? Basta un esame del sangue che dosi il TSH, un ormone prodotto per regolare la tiroide. Si alza quando la tiroide funziona poco e si abbassa quando funziona tanto. E' un dosaggio molto sensibile, soprattutto per l'ipotiroidismo e aiuta a definire bene anche la gravità del problema.