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Cuore e intestino: come interagiscono?

Cuore e intestino: come interagiscono?
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Il nostro stato di salute dipende da molti fattori e da un preciso equilibrio fra i vari organi del nostro corpo: è stato infatti dimostrato che esiste una interazione tra intestino e cuore, tanto che oggi è importante che il medico o il cardiologo si occupino anche della salute intestinale e intervengano, se necessario, per ristabilire o mantenere una buona funzione di quest’organo. Nella stragrande maggioranza dei casi ciò avviene grazie ad un riequilibrio dell’alimentazione.

Esistono due situazioni di potenziale pericolo per il cuore riconducibili all’intestino: una riguarda i batteri intestinali che possono danneggiare il cuore, generando insufficienza cardiaca e/o scompenso cardiaco e un’altra dipende da una sostanza chiamata trimetilamina ossidata (TMAO) prodotta dalle mucose intestinali, che, influendo negativamente sulle arterie,  può aumentare il rischio di infarto.

Esiti di studi recenti hanno provato che un’alterazione della flora batterica intestinale può essere corresponsabile dell’insufficienza cardiaca. I cardiopatici colpiti da questa patologia hanno infatti un microbiota intestinale più povero rispetto alle persone sane. Questo vuol dire che nei cardiopatici l’intestino è particolarmente sofferente, in quanto non viene nutrito in maniera adeguata dall’afflusso di sangue e ha anche pareti più spesse e permeabili a tossine e batteri. Senza dimenticare che il microbioma intestinale è alterato in molte condizioni patologiche, come il diabete di tipo 2.

La flora intestinale dunque nelle persone che soffrono di insufficienza cardiaca è più fragile. Presenta infatti una minore quantità e varietà di microrganismi e soprattutto un  rapporto sbilanciato  tra i batteri “cattivi” e quelli “buoni”. Dato che l’insufficienza cardiaca si accompagna ad una condizione di infiammazione cronica, è possibile che sia proprio la flora batterica a favorirla. Il microbiota intestinale potrebbe essere una conseguenza dell’insufficienza cardiaca, ma non si esclude il contrario: l’alterazione del profilo batterico intestinale potrebbe essere un fattore di rischio o addirittura un segnale della patologia cardiaca. Il dibattito resta aperto nella comunità scientifica.

Dato lo stretto legame tra cuore e intestino, in caso di patologia cardiaca o al contrario di disturbi intestinali, è bene stare in allerta, consultare uno specialista e adottare comportamenti preventivi sani a partire dalla alimentazione. Importante è anche fare attività fisica: basta una semplice passeggiata a passo svelto, mezz'ora al giorno, è un vero e proprio toccasana per riattivare il metabolismo. In caso di sovrappeso, è assolutamente consigliato di dimagrire e smettere di fumare.